A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce

A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce libro di Severino Emanuele


Emanuele Severino




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  • A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce: “A Cesare e a Dio” è un libro che ha suscitato e continua a suscitare
    polemiche e discussioni in un tempo di rapidi mutamenti. Un libro che non
    racconta al lettore ciò che gli è familiare, ma tenta di diradare la nebbia,
    affinché gli baleni dinanzi ciò che è più sconvolgente per la nostra vita.
    Dall’anima della civiltà occidentale si sprigiona inevitabilmente la guerra,
    ma per ragioni che vengono alla luce solo se si scende nel sottosuolo della
    nostra civiltà: la nostra anima greca. La guerra, quindi anche la nascita e la
    morte, sono divenute qualcosa di essenzialmente diverso. Lo Stato, cioè
    “Cesare”, non è quindi un’istituzione cui possa capitare accidentalmente di
    trovarsi in guerra. “Dio” è il tentativo fallito di sottrarsi alla logica
    della violenza. Anche Dio, come lo Stato, è padre della guerra. “A Cesare e a
    Dio” significa dunque dare a ciascuno dei due ciò che gli è proprio; ma ciò
    che è proprio di entrambi è lo stesso: il loro aprire lo spazio della
    distruttività estrema.

    “To Caesar and to God” is a book that has aroused and continues to arouse controversy and discussion in a time of rapid change. A book that tells the reader what is familiar to him, but try to thin out the fog, so that gleams before what is most shocking to our lives.
    From the soul of Western civilization comes out inevitably war, but for reasons that come to light only if you go down in the basement of our civilization: our Greek soul. The war, including birth and death, have become something essentially different. The status, i.e. “Caesar”, it is therefore an institution which can happen accidentally to fly into a war. “God” is a failed attempt to escape the logic of violence. Even God, like the State, is the father of war. “To Caesar and to God”, then, means to give each what is right; But what is proper to both is the same: their open space of destructiveness.

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