De immundo

De immundo libro di Clair Jean


Jean Clair




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  • De immundo: “Lontano è il tempo in cui san Bonaventura predicava la delectatio. Docere et
    delectare: a lungo l’arte ha avuto come fine di arricchire lo spirito e di
    deliziare i sensi. L’arte contemporanea sembra aver cambiato completamente
    registro. L’età del disgusto è subentrata all’età del gusto: esibizione e
    desacralizzazione del corpo, svilimento delle sue funzioni e delle sue forme
    visibili, mutilazioni e automutilazioni, fascinazione per il sangue, gli umori
    corporali e gli escrementi, coprofilia, coprofagia… Da Lucio Fontana a
    Louise Bourgeois, da Orlan a Serrano, da Otto Muehl a David Nebreda l’arte si
    è impegnata in una strana cerimonia dove il sordido e l’abiezione scrivono un
    inatteso capitolo della storia dei sensi. Già Platone, nel Parmenide,
    affermava che il sudiciume e i peli sono cose per le quali non esiste alcuna
    Idea. Cos’è dunque accaduto dal Bello ideale platonico a ciò che si potrebbe
    definire – da aisthesis, sensazione, e da stercus, escrementi – un’estetica
    dello stercorario? Negli anni Trenta del Novecento, gli scritti di Bataille e
    di Sartre, sotto il segno di un sacer ambiguo, annunciavano questa
    involuzione. E il pessimismo di Freud, che considerava impossibile conciliare
    le rivendicazioni della pulsione sessuale e le esigenze della civiltà, sembra
    trovare conferma in ciò che si presenta oggi ai nostri occhi. Si pone tuttavia
    un problema: quale interesse hanno i responsabili delle più importanti
    istituzioni culturali, a Kassel, a Londra, a New York, a Parigi, a Venezia.”

    “It is the time when Saint Bonaventure preached delectatio. Docere et delectare: long art has had as its goal to enrich the spirit and delight the senses. Contemporary art seems to have completely changed the register. The age of disgust replaced the age of taste: exhibition and desacralization of the body, debasement of its functions and its visible forms, mutilation and self-mutilation, fascination for blood, bodily fluids and droppings, coprophilia, coprophagia. From Lucio Fontana to Louise Bourgeois, from Orlan to Serrano, from Otto Muehl at David Nebreda art has engaged in a strange ceremony where the sordid and abjection write an unexpected chapter in the history of the senses. Plato, Parmenides, stated that the grime and the hairs are things for which there is no Idea. So what’s happened from the Platonic ideal beauty to what might be called-by aisthesis, stercus, excrement, and sensation-an aesthetics of dung beetle? In the 1930s, the writings of Bataille and Sartre, under the sign of a sacer ambiguous, heralded this involution. And pessimism of Freud, who considered impossible to reconcile the claims of sexual drive and needs of civilization, seems to be confirmed in what is today our eyes. However, a problem arises: what interest have the leaders of the most important cultural institutions, in Kassel, London, New York, Paris, Venice. “

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