Il dardo e la rosa

Il dardo e la rosa libro di Carey Jacqueline


Jacqueline Carey




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  • "Il Dardo e la Rosa", in originale "il Dardo di Kushiel", è il primo romanzo di una trilogia scritta dall’autrice americana Jacqueline Carey. Vincitore nel 2002 del prestigioso premio Locus Award.

    La storia ucronistica è geograficamente ambientata in un’Europa medioevale, più precisamente in Francia o Terre d’Ange (come viene chiamata dall’autrice). Avvenimenti storici, personaggi e intere popolazioni coi loro culti, costumi e credenze sono originalmente rielaborati, dando luogo a un mondo credibile e coerente, dove i luoghi comuni del fantasy lasciano il posto ad un affresco potenzialmente storico: la vicenda non è regolata dal tipico cliché della lotta tra le forze del Bene e del Male, bensì da ideologie e valori. Buono e cattivo sono concetti pressoché assenti, mentre assumono rilievo i concetti più realistici di libertà, tirannia, schiavitù, amore per la patria.

    La struttura sociale degli Angeline (abitanti di Terre d’Ange), così come quella delle altre popolazioni che appariranno nel romanzo, è accuratamente studiata e descritta fin nei minimi particolari, e Jacqueline Carey ha la sorprendente capacità di far sembrare assolutamente normale un tipo di società completamente diversa da quella in cui viviamo: sbiadiscono le distinzioni tra eterosessualità ed omosessualità in favore di una concezione di piacere libero e universale, la prostituzione non è una costrizione ma una sorta di vocazione religiosa, in quanto sono assenti le condizioni di squallore e degrado che invece l’accompagnano nel nostro mondo. I servi di Naamaah (i "cortigiani") sono uomini e donne che, in assoluta libertà, dedicano la propria vita al precetto "ama a tuo piacimento", ma non sono sottoposti ad alcun tipo di violenza. Lo stupro, in quanto costrizione, è considerato il crimine più abietto.
    In questo contesto fanno la loro comparsa i personaggi più disparati, appartenenti a popolazioni e razze diverse, ognuna con le proprie leggi e con la propria identità ben definita e distinta dalle altre. Tutti sembrano uscire dalle pagine, vivi, reali, perfettamente sfaccettati.
    Una menzione speciale va alla protagonista, Phèdre. Una cortigiana venduta dai genitori in tenera età ad una delle tredici case del piacere della Città di Elua. Costretta a servire la casa finché non avrà saldato il suo debito di servaggio. Una "anguissette" che però non sfugge al nobile Anafiel Delaunay, che la compra all’età di dieci anni, e la istruisce per farla diventare uno strumento così raro che principi e regine ambiranno a suonare su di lei una musica meravigliosa. Una storia in cui, finalmente troviamo un’eroina a tutto tondo, una donna completa e non un surrogato degli stereotipi che ci offre la nostra società, un personaggio dal carattere perfettamente delineato in tutte le sue emozioni, passioni e contraddizioni, benché la sua particolare inclinazione al masochismo renda un po’ difficile l’identificazione da parte del lettore.

    A questo proposito, è doveroso parlare della presenza del sesso nel romanzo. Le scene osé sono presenti per tutta la durata della storia, specialmente nella prima parte, e benché non abbiano assolutamente nulla di volgare, sono descritte in maniera abbastanza dettagliata. Considerando le preferenze della protagonista, si tratta di episodi connotati da una buona dose di sadismo, seppure le descrizioni, a parte un paio, non siano particolarmente crude.

    "Il dardo e la rosa" è sicuramente uno dei migliori libri fantasy che abbia letto in assoluto: si distingue, tra le altre cose, per l’originalità della trama, per la sapiente costruzione dell’epoca e del mondo in cui si svolgono le vicende, per l’approfondita e realistica caratterizzazione dei personaggi, per lo stile coinvolgente e studiato, ben lontano dalla rozzezza di molti romanzi dello stesso genere.

    Dal momento che non c’è nulla che non valga la pena conoscere,
    lasciatevi coinvolgere e affascinare da questo universo e . . . Amate a vostro piacimento!

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