Il dilemma dell’onnivoro. Cosa si nasconde dietro quello che mangiamo

Il dilemma dell'onnivoro. Cosa si nasconde dietro quello che mangiamo libro di Pollan Michael


Michael Pollan




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  • Quattro diversi pasti scandiscono la scoperta del cibo del giornalista Michael Pollan: un pasto industriale, un pasto biologico industriale, un pasto sostenibile locale, un pasto da cacciatore e raccoglitore: meglio sugellano le varie fasi di un’indagine che lo porta a scoprire davvero cosa viene messo in tavola, dal chicco al prodotto finito, dal cucciolo alla bistecca: attraverso le infinite maniere di trattare dissezionare, modificare, convertire il cibo, Pollan svela che se siamo quello che mangiamo, in realtà non sappiamo cosa siamo, dato che viviamo nell’ignara pressoché assoluta di quello che mettiamo in tavola.
    E’ così di certo per il pasto industriale, che dal McDonald scende a inglobare la stragrande maggioranza dei prodotti da supermercato, talmente trasformato da mantenere ben poca memoria del materiale di partenza – e insieme coltivato o allevato secondo metodi che, venissero resi noti, indurrebbero la maggior parte della gente a fuggire a gambe levate, nutrimento di colossali industrie ben prima che dell’ignaro cliente; lo è in parte il pasto industriale biologico, che davanti all’occhio acuto di Pollan svela segreti che non avremmo immaginato, squarciando il velo che avvolge la denominazione “biologica”; riflette sui vantaggi e gli svantaggi di allevamento e coltivazione in loco, e sulla sofferenza che l’onnivoro infligge ad altre creature per nutrirsene; e infine torna alle origini, e caccia da sé il proprio pasto.
    Sebbene alcune degli scenari descritti siano tipicamente americani (penso agli sterminati campi per l’ingrasso del bestiame, alle distese infinite di mais – la pianta che ha vinto, colonizzando il mondo) non si riesce a guardare un supermercato con gli stessi occhi dopo la lettura di questo saggio, appassionante spesso come un romanzo, e capace di scatenare emozioni altrettanto forti: a testimonianza di quanto siamo profondamente legati a quello che mangiamo.

    Una breve nota finale: l’edizione è piacevolissima da tenere in mano, e le informazioni presentate con la chiarezza impeccabile tipica degli anglosassoni; una nota di merito in più all’editore, per quanto mi riguarda, va per l’aver tenuto il prezzo assolutamente accessibile, cosa che non si può purtroppo dire dell’edizione per adulti.
    Perché commento il prezzo, cosa che faccio raramente? Perché credo che sia importante diffondere questo libro fra i ragazzi, nelle scuole, nelle biblioteche: in un’epoca di disturbi alimentari striscianti come la nostra conoscere è il primo modo per raggiungere consapevolezza, ed evitare le mille e più trappole che il cibo ci tende.

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