Il Grifone fragile. Fabrizio De André: storia di un tifoso del Genoa

Il Grifone fragile. Fabrizio De André: storia di un tifoso del Genoa libro di Cagnucci Tonino


Tonino Cagnucci




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  • Il Grifone fragile. Fabrizio De André: storia di un tifoso del Genoa: Fabrizio De André s’è fatto cremare con la sciarpa del Genoa. S’è nascosto il
    Genoa dentro al cuore. “Ma come, De André tifoso?”. E il gusto di rispondere a
    questo odioso stupore. Come se la cultura non fosse stare con gli occhi aperti
    in mezzo al mondo. Come se il calcio, un manufatto dell’umanità fatto coi
    piedi, non fosse arte. Come se non fossero esistiti Meroni, Cantona, Le
    Tissier, Maiellaro, Garrincha, Vendrame. Come se non fossero giganteschi
    affreschi umani le curve prima dell’avvento della Tessera del Tifoso, e come
    se non fosse amore quello che c’è dietro a tutto questo. E come fosse uno
    scandalo che non si può dire: il calcio come arte e poesia. Il pallone sta
    dalla parte della vita. De André come nessun altro è stato da questa parte. Fa
    scalpore la sproporzione fra quanto scritto sul suo cuore, alla ricerca del
    suo cuore, e il suo cuore semplicemente rossoblu. Come se questo non fosse un
    modo degno di raccontare o, peggio, di raccontarlo. E il più grande sgarbo che
    si possa fare a De André, lui che ha sempre cercato il vero, che spesso trovi
    nel basso e non nell’alto dei cieli (il Grifone simbolo del Genoa si mischia
    con la terra per volare), fiutando peggio di un cane frammenti di racconti
    perduti. Il Genoa è stato il suo pudore. In tutta la sua produzione non l’ha
    mai nominato. Il Genoa è stato il suo amore. E quando verranno a chiedertelo
    un amore così lungo tu non darglielo in fretta… Non l’hanno ancora fatto. Il
    vero De André apocrifo è questo.

    Fabrizio De Andr?? was cremated with the scarf. He hid the Genoa inside the heart. “But how, De Andr?? fan?”. And the taste to respond to this odious astonishment. As if the culture was not staying with their eyes open in the midst of the world. As if soccer, an artifact of humanity made with his feet, wasn’t art. As if they had existed Meroni, Cantona, Le Tissier, Maiellaro, Garrincha, Valentine. As if they were not human giant frescoes curves before the advent of the supporter’s card, and as if it wasn’t love what lies behind all this. And as it was a scandal that cannot be said: football as art and poetry. The ball is on the side of life. De Andr?? as no one else was here. Makes a splash the disproportion between what is written on his heart, in search of her heart, and her heart simply rossoblu. As if that weren’t a way worthy of telling or, worse, to tell it. And the greatest rudeness that we can do in De Andr??, he who has always sought the truth, which often are in the low and not in the highest (the Griffin symbol of Genoa is mixed with Earth to fly), worse than a dog sniffing fragments of lost tales. Genoa was his modesty. In his entire output has never nominated. Genoa was his love. And when they ask you a love so long you don’t give it to them quickly. Have not yet done so. The real De Andr?? apocryphal is this.

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