L’epidemia dell’immmaginario

L'epidemia dell'immmaginario libro di Zizek Slavoj; Senaldi M. (cur.)


Slavoj Zizek




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  • L'epidemia dell'immmaginario: Come ci si può, oggi, sottrarre al profluvio di immagini, notizie, informazioni mediali, o persino realtà simulate? Dove si trova l’autenticità a cui ancorare definitivamente una ritrovata fede in noi stessi e nella realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le forme ideologiche come “feticismo”, “illusioni”, “mistificazioni” proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, occorre procedere al contrario: da quando la “realtà” che ci circonda ha assunto le fattezze postmoderne dell’informatizzazione digitale, e si è “virtualizzata”, occorre ritornare a criticarla partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell’Immaginario. Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque quello di criticare lo statuto dell’immaginario e il suo rapporto con la realtà. Se non che, con la sua ormai celebre capacità di rovesciamento dialettico, Slavoj Zizek ci indica ancora una volta con questo suo testo che le cose non stanno esattamente così. Infatti, la distinzione stessa tra realtà e fantasia, tra reale e immaginario, è una falsa distinzione – ed è irreale e immaginaria essa stessa. Intessendo con la consueta maestria il suo discorso di riferimenti filosofici “alti” – da San Tommaso a Kant e Hegel – e di argomenti ed esempi tratti dalla cultura di massa, persino quella meno “commestibile” (dalla pornografia cinematografica, al noir, alle chat-line)…
    How can we, today, subtract the flood of images, news media, or even simulated realities? Where is the authenticity that anchor permanently a newfound faith in ourselves and in the world around us? At one time, says Slavoj Zizek, things were simpler: you could criticize the ideological forms like “fetish”, “illusions”, “deception” by appealing to the sense of reality. Today, however, we must proceed on the contrary: since the “reality” that surrounds us has taken the postmodern features of computerization, digital and virtualized “return to” criticise it from its supplement illusory: on the side of the imaginary. One of the main tasks of philosophy today would be to criticize the Statute of imagination and his relationship with reality. If not that, with his now famous ability of dialectical reversal, Slavoj Zizek points out to us again with this text that things aren’t exactly so. In fact, the distinction between reality and fantasy, between reality and imagination, it is a false distinction-and it is unreal and imaginary itself. Weaving with the usual philosophical references your speech skill “high”-from St. Thomas to Kant and Hegel-and arguments and examples from popular culture, even the least “edible” (from pornography, to film noir, the chat-line) …

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