L’eredità del moderno. Architettura a Torino 1918-1968

L'eredità del moderno. Architettura a Torino 1918-1968 libro di Garda Emilia; Montanari Guido


Emilia Garda




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  • L'eredità del moderno. Architettura a Torino 1918-1968: Un ricco apparato iconografico e schede descrittive illustrano le architetture
    di Torino, nel periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale fino alla
    soglia della rivoluzione culturale degli anni Sessanta del Novecento: è così
    possibile rintracciare un filo conduttore che lega le innovazioni del
    Movimento Moderno ai più recenti, e anche controversi, sviluppi degli anni del
    “boom economico” Negli anni Venti Torino, con Roma e Milano, è uno dei luoghi
    di incubazione e di diffusione del razionalismo Critici come Edoardo Persico
    e architetti come Giuseppe Pagano e Alberto Sartoris, riuniti nella cerchia di
    intellettuali e di artisti promossa dall’industriale Riccardo Gualino, danno
    vita a una stagione di studi e di sperimentazioni che ha riscontro in un
    rinnovamento del gusto fondato su una visione globale dell’arte, in grado di
    influenzare il disegno urbanistico, l’architettura e gli oggetti della vita
    quotidiana This season’s material legacy of thought testifies to especially the commitment made by architects in the construction of the city in relation to social issues Many of these design processes find their actual implementation and their constructive reason just after World War II, a period that often read as a moment of formal and typological decadence, actually contains many elements of design and construction quality

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