Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato

Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato libro di Prato Andrea


Andrea Prato




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  • Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato: E una crisi che fa poco rumore, come un’emorragia interna, profonda e
    strisciante: è la crisi dell’agricoltura italiana segnata da una storia di
    abbandono. Lo spopolamento delle campagne è in parte frutto del disamore delle
    nuove generazioni nei confronti dell’attività agricola, attirate da percorsi
    formativi apparentemente più attrattivi perché “di tendenza” ma non per questo
    garanzia di uno sbocco lavorativo. L’Italia è il Paese che conta, per esempio,
    più avvocati in Europa: ben 210.000, uno ogni 283 abitanti. Numeri alla mano,
    occorre andare nelle scuole per spiegare ai ragazzi che, per l’appunto, è
    “meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato”. Eppure il settore
    agricolo, secondo solo al settore metalmeccanico nel nostro Paese quanto a
    importanza e redditività, avrebbe grandi potenzialità. Occorre una rivoluzione
    culturale, fatta di una capacità di pensiero “giocale”, di un approccio
    multisettoriale e multifunzionale che coinvolga le aziende familiari e quelle
    “professionali” e che riscatti Vhomo ruralis. Occorre un federalismo anche
    agroalimentare, in cui le differenze e le peculiarità dei singoli territori
    possano tornare a essere risorse. Rilanciare l’agricoltura è possibile
    attraverso l’adozione razionale delle bioenergie, investendo sulla creazione
    di filiere produttive integrate e sulla piena valorizzazione delle risorse
    naturali, ristrutturando il settore formativo.

    And a crisis that makes little noise, like internal bleeding, deep and creeping: is the crisis of Italian Agriculture marked by a history of neglect. The depopulation of the countryside is partly the result of disaffection of young generations in respect of agriculture, attracted by seemingly more attractive training because “trends” but no guarantee of an outlet. The Italy is the country that matters, for example, more lawyers in Europe: ben 210,000, one for every 283 inhabitants. Numbers in hand, it is necessary to go into schools to explain to the boys that, precisely, is “better a farmer graduated a lawyer unemployed”. Yet the agricultural sector, second only to the engineering sector in our country as to importance and profitability, would have great potential. We need a cultural revolution, made of a play “thinking skills”, a multisectoral and multifunctional approach involving family businesses and those “professional” and that ransoms Vhomo ruralis. We need a federalism also agribusiness, where differences and peculiarities of each territory can return to be resources. Boosting agriculture is possible by adopting rational utilisation of bioenergy, investing on creating integrated supply chains and on the full exploitation of natural resources, restructuring the educational sector.

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