Stanotte guardiamo le stelle

Stanotte guardiamo le stelle libro di Ehsani Alì - Casolo Francesco


Alì Ehsani




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  • Stanotte guardiamo le stelle: Afghanistan, anni novanta. Alì è un ragazzino che trascorre le giornate
    tirando calci a un pallone con il suo amico Ahmed, in una Kabul devastata
    dalla lotta tra fazioni, ma non ancora in mano ai talebani. La città non è
    sempre stata così, gli racconta suo padre: un tempo c’erano cinema, teatri e
    divertimenti, ma ad Alì, che non ha mai visto altro, la guerra fa comunque
    meno paura delle sgridate del maestro o dei rimproveri della madre. Il giorno
    in cui, di ritorno da scuola, Alì trova un mucchio di macerie al posto della
    sua casa, quella fragile bolla di felicità si spezza per sempre. Convinto
    inizialmente di aver solo sbagliato strada, si siede su un muretto e aspetta
    il fratello maggiore Mohammed, a cui tocca il compito di spiegargli che la
    casa è stata colpita da un razzo e che i genitori sono morti. Non c’è più
    niente per loro in Afghanistan, nessun futuro e nessun affetto, ma “noi siamo
    come uccelli e voliamo lontano” gli dice Mohammed, che lo convince a scappare.
    E in quello stesso istante, l’istante in cui inizia il loro grande viaggio,
    nascosti in mezzo ai bagagli sul portapacchi di un furgone lanciato verso il
    Pakistan, il diciassettenne Mohammed diventa per Alì un padre, il miglior
    amico e, infine, un eroe disposto a tutto pur di non venire meno alla promessa
    fattagli alla partenza: Alì tornerà a essere libero e a guardare le stelle,
    come faceva da bambino quando il padre gli spiegava le costellazioni sul tetto
    di casa nelle sere d’estate.

    Afghanistan, 1990s. Ali is a kid who spends his days pulling kicked a ball around with his friend Ahmed, in a Kabul devastated by factional fighting, but not yet in the hands of the Taliban. The city has not always been so gloomy, tells him his father, but for Ali, who has never seen another, the war is still less afraid of the teacher’s lectures or of the reproaches of her mother. The day when, returning from school, he finds a pile of rubble in place of the family home, that fragile bubble of happiness is broken forever. Convinced that he had just made a wrong turn, sitting on a low wall and wait Mohammed, his brother, that has the task to explain to him that the House was hit by a missile and that the parents are dead. There’s nothing left for them in Afghanistan, no future and no affection, but “we are like birds and fly away,” says Mohammed, who convinces him to escape. At that very moment, the moment when begins their great journey, lying among the luggage on the rack of a van launched towards Pakistan, the 17-year-old Mohammed Ali became a father, best friend and, finally, a hero willing to do anything to keep the promise made to him at the end: Ali will be free and looking at the stars as he did as a child when his father explained the constellations on the roof of the House in the summer evenings. From Pakistan to Iran, and then from Iran to Turkey, Greece and finally to our country …

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